Mentre sono seduto nel taxi, mi chiedo se quello che è successo sia successo veramente. Dietro il collo sento un gran bruciore, che purtroppo conferma che è tutto vero.
Sul telefono guardo la foto che il tassista mi ha fatto poco prima di entrare: sul mio collo c’è tatuato il Gao Yord. Il tassista, che conosce molto bene i simboli, mi spiega bene il significato di questo simbolo: rappresenta le nove vette della montagna sacra Meru, simbolo delle nove fasi di ascensione spirituale verso l’illuminazione. Ogni vetta simboleggia un passo nel cammino spirituale, e il tatuaggio mi ricorda di affrontare le difficoltà per avvicinarmi alla perfezione.
Mi dice anche che, per portare fortuna, c’è bisogno che io segua delle regole ben precise:
- Non posso più avere rapporti sessuali
- Non posso più drogarmi
- Non posso più bere alcol
- Non posso più abbracciare una donna, se questa ha il ciclo (devo prima chiedere se ha le mestruazioni)
- Non posso sedermi su un vaso di ceramica, specialmente se è rotto o danneggiato
- Non più attraversare un ponte con un’anatra sopra
- Altre regole che non ricordo
Diciamo che alcune di queste regole mi metteranno davvero in difficoltà. Prendiamo, per esempio, il divieto di attraversare un ponte insieme a un’anatra. Come potrei mai vivere senza questa possibilità?
Certo, qualche dubbio sul senso di queste regole ce l’avrei, ma chi sono io per giudicare? E, in fondo, come potrei davvero comprenderne il significato profondo? Non appartengo a questa religione, quindi non posso saperlo.
Torno in città. Stasera parto, ma prima faccio un salto nel quartiere cinese di Bangkok per comprare gli ultimi regali e souvenir per amici e parenti. Intanto, il nuovo tatuaggio mi brucia da morire. Devo disinfettarlo, così come l’altro. Finisco nei cessi pubblici di Chinatown. Utilizzando la carta igienica per pulirmi, disinfetto i miei tatuaggi con l’Amuchina gel mentre mi guardo allo specchio, sporco così tanto da non riuscire quasi a vedere il mio riflesso. La signora delle pulizie dei bagni nota che soffro e piango disperato e si offre di aiutarmi. Realizzo di trovarmi nella condizione di degrado più grande che abbia mai vissuto.