Torno dentro al locale insieme al mio nuovo amico. L’uomo mi accompagna ad un tavolo rotondo, nel quale sono sedute otto persone (tutti uomini). Quasi nessuno parla inglese, il fratello dello sposo (nome impossibile da ricordare) mi presenta agli altri e mi cede il suo posto a sedere al tavolo, insistendo che io accetti. Ci sono una quantità infinita di bicchieri e lattine tra i piatti. Sono un po’ in imbarazzo, ma non appena mi rendo conto che qua si sono già portati parecchio avanti con l’alcol e dal momento che non conosco nessuno, me ne frego altamente di come mi stia presentando: sporco e puzzolente come una capra.
Mi sembra quasi di essere a una cena di Natale in famiglia, dove le voci si sovrappongono e ti viene un gran mal di testa. Solo che qua, parlano in cambogiano. E’ la prima volta che vedo qualcuno litigare solo per parlarmi! Mi inondano di domande, alle quali non rispondo perchè non capisco una minchia, e poi di cibo, tanto cibo: anatra, pollo, carni varie, verdure, roba indefinita e poi quantità epiche di gamberoni. Tutto buonissimo! Mi versano della birra. Faccio un sorso e mi accorgo che è calda; subito un ragazzo si avvicina con un secchiello con il ghiaccio, ma gli dico che non lo voglio. Immagino che pensi che non lo voglio per non disturbare, per non approfittarne. Ma il fatto è che non voglio il ghiaccio nella birra! E mi dice qualcosa tipo “Non fare complimenti, prendi tutto il ghiaccio che vuoi.” e me lo butta dentro il bicchiere. Si vede che qua è normale usarlo così, vabbè pazienza! Beviamo la birra così come fanno loro senza rompere troppo i coglioni.


Mangio e bevo come non mai, ingozzandomi come un porco e assaggiando tantissime cose che non scoprirò mai cosa essere. Intanto noto dei bambini, vestiti in maniera differente, ossia con capi lerci e rovinati, che fanno il giro dei tavoli, scalzi. Raccolgono cose da terra, forse spazzatura. Gli uomini del tavolo mi spiegano che questi bambini non sono ospiti della festa, sono solo dei bambini poveri che ne approfittano dell’occasione per raccogliere lattine che poi porteranno in un centro che gliele pagherà 1 centesimo di dollaro per ciascuna. Mi dicono anche di stare attento a dove lascio le mie cose perchè potrebbero rubarmele.
Questi bambini, incuriositi dalla me, mi guardano sorridono. Nel giro di pochi minuti, mi circondano. Per sicurezza, prendo il telefono, perchè ho paura che me lo portino via. E ho fatto bene, perchè poi, alla fine, me l’hanno restituito.
Ma i loro visi così innocenti e sorridenti, mi fanno passare questa mia paura, anzi, mi viene voglia di coccolarli! Sono così graziosi che vorrei fargli delle foto, quindi riprendo in mano il telefono. Faccio un paio di selfie con loro, e poi glieli mostri. Quando faccio vedere loro la foto, sembrano impazzire dall’emozione! Non capisco come mai questi bambini abbiano questa reazione così esagerata, e gli uomini del tavolo mi spiegano che molti di questi bambini avevano mai visto sè stessi in una foto, perchè nessuno li aveva mai fotografati prima d’ora. Incredibile vero? Sarà l’alcol, ma questa cosa mi commuove davvero…
Dopo aver mangiato come un maiale e bevuto come un cammello mi alzo per fare un giro. In quel momento, un gruppo di persone si avvicinano a me, tra cui diverse bellissime ragazze (alcune, se posso dirlo, proprio bone). Per qualche strano motivo, mi accerchiano. E iniziano a mettermi le mani in faccia!

