Voglio tutti toccare la mia barba. Sono molto confuso, prima i bambini, e ora, cosa vogliono gli adulti? Vengo a sapere che praticamente agli uomini qua non cresce la barba, se non qualche pelo! La gente con la barba l’hanno vista solo in TV, e mai dal vivo. E, soprattutto, nessuno l’aveva mai toccata! Quindi, in questo evento, mi sento allo stesso tempo un ospite d’onore e un fenomeno da baraccone. Ma la cosa mi diverte un sacco. Ora però, basta chiacchiere… voglio ballare!
Vado in pista con il timore di fare figuracce, ma poi mi accorgo che tutti ballano proprio alla cazzo di cane. Siamo tutti brilli, e mi sto divertendo un mondo… fatico a credere di essere davvero qui! La musica è un delirio: un mix assurdo di canzoni super trash sparate a un volume osceno da casse sfondate, che rendono il suono completamente distorto. Sul palco c’è pure una band che canta e suona, contribuendo a questo caos totale che sfiora il mal di testa… ed è proprio questa follia a rendere tutto ancora più fottutamente divertente!
Arrivano gli sposi. Lui in smoking, lei in abito bianco: un classico. La folla si apre, loro danzano al centro della pista. A un certo punto, lo sposo si avvicina a me e mi dice qualcosa in cambogiano. Non capisco una parola. Suo fratello interviene, gli spiega chi sono, poi iniziano a parlare tra loro con un’intensità che mi mette a disagio. Stanno discutendo? Ho fatto qualcosa di sbagliato? Forse la mia presenza non è gradita. Sono pronto ad andarmene a fanculo!


Ma poi il mio amico mi sorride e dice: “Mio fratello, lo sposo, è onorato di avere un ospite italiano al suo matrimonio.” Faccio appena in tempo a tirare un sospiro di sollievo che aggiunge: “Tu sei stato mandato qui da Dio per rendere il suo matrimonio unico e memorabile. Potresti fargli un regalo?”
Lo guardo, incerto. “Certo, sarebbe un onore! Cosa posso fare per lui?”
“Vuole che tu balli con sua moglie, adesso, davanti a tutti.”
“Cosa?! Ma stai scherzando? Non posso farlo, sono vestito di merda! E poi questa è la loro festa, mica la mia!”
Lui sorride, tranquillo. “Li renderesti davvero felici.”
Prendo un grande respiro. Ok, fanculo, facciamolo.