Mi avvicino alla sposa e improvvisiamo un ballo sotto gli occhi di tutti. Lei ride, io pure. È un momento assurdo ed emozionante, non capisco come sia possibile che una cosa del genere stia succedendo proprio a me. Intorno, la gente applaude, urla, ride, scatta foto e registra video.
Poi lo sposo mi stringe la mano e con il sorriso più grande che abbia mai visto mi dice: “Thank you, special wedding!”
E a quel punto altri vogliono ballare con me. Ma io sono distrutto: stanco, sporco e ubriaco. Non è la mia festa e mi sembra quasi di stare rubando la scena agli sposi. Inoltre, devo ancora tornare al mio ostello. Guardo l’ora: sono le 11 di sera.
Saluto tutti e cerco di andarmene, ma non è facile: vogliono che resti ancora!
Alla fine riesco a sgattaiolare via e mi rimetto alla guida. Sono un po’ sbronzo e il tragitto si rivela più impegnativo del previsto. Non ci sono lampioni, solo buio totale. La strada è un inferno di buche e dossi. Un’ora e mezza di viaggio nel nulla più totale.
Per fortuna il telefono ha ancora batteria: senza Google Maps non avrei mai capito nulla, con tutte quelle indicazioni scritte in cambogiano!
Quando finalmente rientro in ostello, sono pronto a buttarmi a letto senza pensarci due volte. Ma proprio mentre sto per chiudere gli occhi, il telefono vibra. È un messaggio di Marion.
Marion l’ho conosciuta qualche settimana prima, mentre attraversavo il fiume Mekong per passare dalla Thailandia al Laos in barca. Ma questa è un’altra storia, e merita di essere raccontata a parte.
Il messaggio dice che mi ha fatto una sorpresa: è appena arrivata in Cambogia. Sapeva che mi trovavo a Phnom Penh e ha deciso di venire qui. Quello che ancora non so, è che da questo momento in poi, avrei viaggiato con lei. E che, un giorno, sarebbe diventata la mia ragazza.
Ripenso alla giornata. Mi sono perso il tramonto dalla montagna di Phnom Chisor e poi mi si è rotto lo scooter nel bel mezzo di una strada desolata. Ma poi sono stato salvato da uno sconosciuto, mi ha fatto conoscere la sua famiglia, poi sono stato invitato a un matrimonio da un altro sconosciuto, ed ho addirittura danzato con la sposa! E tutto ciò, non sarebbe mai successo, se non mi fossi fatto la solita domanda: Perché no, Ricky?