E’ l’ultima settimana di Aprile del 2017. Con i ragazzi abbiamo preso un appartamento a Costanza da condividere in quattro. Uno dei miei amici vive qua in Romania, e i suoi compagni di corso pure parteciperanno a questo evento. Ci conosciamo tutti, e poi mi accorgo che iniziano a parlare di droghe. E’ un argomento che mi ha sempre fatto paura, vuoi per la mia famiglia, per i film che ho visto, e per tutte le cose che si sentono in giro e nei telegiornali. Non li sopporto, mi fa schifo sentire sta roba. Non tutti gli amici del gruppo prendono droghe, alcuni si accontentano semplicemente dell’alcol. Scopro che uno di loro, un ragazzo italiano che studia medicina, non solo prende la droga ma la produce pure, insieme a un suo amico, in un laboratorio a casa. Mi sembra una persona per bene, diversa dall’immagine che mi sono fatto in testa del classico drogato. Parla delle pasticche di ecstasy, dei suoi effetti e dei suoi rischi. Non nascondo che sono molto curioso, e per il momento mi limito a sentirlo parlare di queste cose a me totalmente sconosciute. Non voglio assolutamente provare roba del genere, se vado al festival, berrò solo birra e al massimo qualche cocktail.
Devo riconoscere che il festival è organizzato molto bene. Il posto è spettacolare, sebbene il tempo non sia dei migliori. Leggermente nuvoloso e c’è freddino. L’evento si svolge nella spiaggia di Mamaia, a Costanza. Ci sono diversi stand con diversi DJ di fama mondiale che suonano le proprie tracce. Audio ottimo, casse potentissime, ma la musica non mi piace. Mi da quasi fastidio, mi chiedo che cavolo ci faccio qua, mi sento fuori luogo. Mi faccio qualche birra, ma il risultato continua ad essere lo stesso. L’unica cosa che mi piace è la compagnia dei miei amici. A una certa ora torniamo a casa, e il primo giorno va così.
Il secondo giorno invece cambia tutto. Non sono riuscito a dormire (e per tutto il resto della vacanza non dormirò, e intendo notti intere passate in bianco, per via di ansia e oaranoie varie). Dato che sono già sveglio e lo sono pure i miei amici, e dato che il festival è 24 ore su 24, decidiamo di accedere al festival presto, così da goderci le prime luci del mattino. Alle 6 siamo tutti in cucina, e iniziamo a bere birra. Non ho mai bevuto alcol così presto nella mia vita e credo che questa sia l’unica volta! Comunque sia, a stomaco vuoto, inizio a sentirmi brillo e mi sento bello energico per il festival. Prendiamo un taxi, e nel giro di un quarto d’ora siamo all’entrata. Qua incontriamo gli altri amici.



Mi bevo solo una birra, perché mi sento già bello che andato. Alcuni di loro, prendono delle pasticche, e mi chiedono se ne voglio una. In quel momento, per via dell’alcol, dico di sì. Mi danno in mano una pillola rosa, con la forma di un pinguino. Il nome di questa pasticca è Happy Feet. Mi suggeriscono di prenderne prima metà, perché ancora non conosco gli effetti che questa droga potrebbe avere su di me. Da questo momento in poi, decido di bere solo acqua. Nonostante l’alcol, mi viene naturale guardarmi intorno per capire dove si trovino i luoghi di emergenza, ossia le ambulanze con i soccorritori messi a disposizione nel caso qualcuno si senta male durante il festival, una cosa fatta apposta per evitare che chi prende la cosa sbagliata o il dosaggio sbagliato, non ci resti secco. Compro una bottiglia di acqua da mezzo litro e me la tengo in tasca, intanto aspetto l’effetto mentre ballo davanti a Ricardo Villalobos. Dopo mezz’ora, ancora non sento nulla, quindi decido di prendere l’altra metà. Passano circa una ventina di minuti. Ed eccoci, adesso sento qualcosa. Una sensazione piacevole di calore avvolge il mio corpo. E poi mi sembra che tutto inizi a cambiare, piano piano, dolcemente, tutto attorno a me. I colori iniziano ad essere più vividi, la musica inizia ad essere più intensa. La percepisco con tutto il corpo. E inizia a piacermi. E tanto. Sento un’energia incredibile, un benessere totale. Questo è stato il momento in cui la techno, da essere un tipo di musica che odiavi, si trasforma in un qualcosa di veramente magico per me. È come se in questo momento l’avessi capita. Ed era la musica per me. Nessun altro genere musicale mi aveva mai fatto provare le emozioni che provavo in questo momento. Sarà sicuramente stata l’ecstasy, ma in questo momento non ci penso e non mi interessa. Sono dentro la musica. Chiudo gli occhi
Tutti attorno a me ballano. Non mi sembrano più dei tossici con la faccia sciupata, ma delle persone normali, anzi, delle belle persone. Mi rendo conto che il giudizio che avevo per queste persone stava oscurando quello che in realtà erano: persone felici che si divertono, e io adesso sono uno di loro. Tutti con il sorriso, tutti che si abbracciano. Inizio a percepire un’incredibile sensazione d’amore. Smetto di ballare e mi faccio un giro. Tutti mi guardano e sorridono, e io faccio lo stesso. Noto che una delle cose che mi piace di più fare, è vedere le persone che si baciano e che si abbracciano. Solo a pensarci ora mi viene la pelle d’oca, non avevo mai provato una sensazione simile. Vedo molta gente tatuata, mi avvicino a loro, e mi sembra che i loro tatuaggi si muovano. Sono così belli, così colorati, e chiedo se posso toccarli. Lo chiedo almeno a una decina di persone, e tutti mi rispondono che certo, posso toccarli, e poi mi abbracciano e sentire il calore delle persone, anche se sconosciute, è un’altra delle tante cose magiche che sto provando in questo momento. Avevo un’idea davvero diversa dell’ecstasy, non avrei mai immaginato che questi sarebbero stati gli effetti. Ed è davvero un peccato che le emozioni che sto provando adesso, siano dovute al fatto di aver consumato stupefacenti, e che una persona non possa provarle senza di essi. Tutti meriterebbero di sentirsi come mi sento io adesso in questo momento, perché è bello. Davvero bello.
Dopo circa un’ora passata a ballare e a strusciarmi tra la gente, Marco mi dice di seguirlo che vuole parlarmi. Lo seguo fino ad arrivare in spiaggia. Mi chiede:
“Beh, allora com’è?”
“Incredibile, sono senza parole.”
Mi offre una sigaretta. La sigaretta più buona della mia vita.
Ci sdraiamo nel bagnasciuga e guardiamo il cielo. Le nuvole si muovono, e guardarle è bellissimo. Così come sentire le onde e la musica di sottofondo. Sto al settimo cielo. Chiacchieriamo parecchio, ci diciamo quello che proviamo, e in questo momento sento un grandissimo legame verso di lui. Io lo conoscevo da qualche anno, ma non ho mai sentito una forte amicizia verso di lui. In questo momento cambia tutto. Inizia un qualcosa che ancora oggi, a distanza di 6 anni da questo evento, continua. Mi sento fortemente legato a lui. Fumo un’altra sigaretta, e poi un’altra ancora. È come se fumare mi faccia provare dei brevi orgarmi, non so come spiegarlo a parole, ma è molto diverso fumare in questo stato rispetto al normale. Passiamo così circa un’ora, finché lui mi dice che vuole tornare a ballare. Ma io sto troppo bene qua, gli dico che lo raggiungo dopo.
Rimango a guardare il cielo. Le nuvole muovendosi formano delle immagini che iniziano a sembrare sempre più reali. A un certo punto mi sembra di vedere un veliero del 700. L’immagine diventa sempre più dettagliata, addirittura riesco a vedere il personale di bordo, vedo il capitano della nave appoggiato sulla ringhiera in legno, che osserva l’orizzonte. Sembra incredibile, ma riesco addirittura a vedere i bottoni e i ricami del pizzo della sua giacca. Solo un’altra volta mi era capitato di avere un’allucinazione così lucida, ossia quando per sbaglio mi sono fatto un cocktail di funghi allucinogeni in un’ isola in Cambogia.
Mentre mi godo questo viaggio artistico, inizio a ruttare, ed è una sensazione bellissima! Fumo un altra sigaretta, rutto, ed è una sensazione orgasmica assurda! Anche fare respiri profondi mi dà piacere. Io non so se questo capita a tutti, ma è quello che sta capitando adesso a me.
Provo una sensazione di felicità enorme. Mi sento da dio. Ed ora arriva la parte bella della storia. Il modo in cui mi sento ora mi fa riflettere. Mi domando come mai io non sia felice in questi ultimi anni. Cosa c’è che non va nella mia vita? Penso a tante cose. Faccio una lista mentale, e incredibilmente non riesco a non focalizzarmi sull’aspetto positivo di tutto quello che ho in testa. Non mi piace il mio lavoro. Lo posso cambiare. Mi sento solo. Troverò qualcuno di speciale prima o poi. Ho paura del mio futuro. Sono una persona in gamba, troverò un modo per aggiustare la mia vita. Questo e tutta una serie di altre cose mi frullano in testa e percepisco tanta positività. Finché arriva il momento che penso alla cosa che mi rende più triste in assoluto: mio zio ha il cancro, un brutto cancro al cervello, ed è molto probabile che non ce la faccia. Questa cosa mi butta giù da morire. Sono terrorizzato che mia zia rimanga sola con due bambine piccole. E lo so che può sembrare strano e facile a dirsi così, ma dato che voglio solo vedere l’aspetto positivo delle cose, mi concentro su una cosa: comunque vada, la mia famiglia è una bellissima famiglia, e siamo molto uniti, non permetteremo mai che mia zia rimanga sola, tutti siamo pronti e disponibili, a disposizione per aiutarla e supportarla. Purtroppo la condizione di mio zio non è una cosa che posso controllare, e per quanto la cosa mi renda triste, per la prima volta accetto il fatto che non posso controllare le cose cje non dipendono da me. Questo, come tutta un altra serie di cose, mi dà in qualche modo un senso di pace. Rimango per ore, sdraiato in spiaggia, a pensare.
Non mi accorgo nemmeno che si sta facendo tardi, che ho freddo, che non ho né mangiato né bevuto da diverso tempo. I miei amici vengono a recuperarmi, e poi torniamo al festival e a ballare. Da questo momento la musica techno mi ridà quelle emozioni che provato sopo questa esperienza. Ecco perché adesso la adoro, e sono in grado di ballarla anche senza bere o prendere niente.
Quando una persona fuma marihuana o beve alcol, cambia il suo modo di pensare. Si hanno delle idee e dei pensieri, che poi svaniscono in poche ore o al massimo il giorno dopo. Bene, io quando ho preso l’ecstasy, tutto quello che ho pensato, tutti i pensieri positivi che ho avuto, non sono mai svaniti. Sono passati 6 anni da questa esperienza, e non sono mai più tornata la persona che ero prima. Non credo che sia stato completamente merito di questa pasticca, ma per certo è stato un fattore scatenante. Grazie ad essa, ho capito di poter essere in grado di essere felice e positivo di nuovo. ci tengo a dire che questa è stata la mia esperienza e non voglio assolutamente promuovere l’uso di droghe. Ognuno è diverso e ogni sostanza reagisce diversamente per ogni individuo.
Da quel giorno, non sono più stato lo stesso. Lo stato mentale in cui mi sono trovato mi ha permesso di fare altri tipi di esperienza: dopo qualche mese, sono partito, da solo, per un incredibile viaggio nel Sud-est Asiatico. Ma questa è un’altra storia.