Per quanto sia una merda di soluzione, l’unica cosa sensata è aspettare l’alba. Non voglio farlo, ma non ho scelta. Sta calando il buio e non ho idea di dove andare. Solo ora realizzo di avere nello zaino due cose inutili: una powerbank scarica e un rotolo di carta igienica (almeno quello). L’acqua l’ho lasciata allo scooter, insieme alle banane e alle fragole. Quindi sì, sono perso nella foresta senza cibo né acqua. Complimenti Riccardo, premio Coglione dell’Anno assicurato.
Inizio a farmi le paranoie su tutti gli animali che potrebbero farmi del male, in fondo sono in una foresta in Thailandia, non al parco di Monte Claro a Cagliari. Qua ci sono serpenti, scorpioni, tarantole e che ne so magari anche giaguari o stronzate del genere. Ma so anche che non mi attaccherebbero a meno che io non vada a rompergli i coglioni, quindi meglio se me ne sto dove sono. Diventa buio, non si vedono nemmeno le stelle, non si vede niente, solo le nuvole leggermente schiarite dalla luna. Accendo la torcia del telefono, ormai quasi scarico. Illumino per terra, mi metto vicino ad un albero, assicurandomi di non mettermi vicino a formicai o robe strane, e con il piede sposto le foglie “scavandomi” un piccolo fosso dove potermene stare seduto. Rimango sdraiato a pensare al percorso fatto. Provo a ricordarmi ogni singola cosa, ho tutta la notte per ricostruire nella mia mente il percorso che ho fatto.
Passo tutta la notte fermo immobile, mi alzo solo per farmi qualche pisciata, ascoltando i rumori della foresta. I rumori durante la notte cambiano, sento insetti diversi, uccelli diversi. Mi divorano le zanzare, inutile il tentativo di scacciarle. Diverse cose mi camminano addosso, non voglio nemmeno sapere cosa. L’unica cosa positiva è che adesso non c’è più così caldo e la temperatura è abbastanza piacevole, ma questo ovviamente non è abbastanza per farmi dormire. Già non dormo in un letto comodo al buio e al silenzio per la mia insonnia, figuriamoci se riesco a dormire in questa situazione di merda. Nulla, aspetto e aspetto. Il telefono si è scaricato intanto.
Arriva la mattina, non so che ore siano, ma tutto piano piano inizia a illuminarsi. Una parte di me vorrebbe subito iniziare a camminare, ma l’altra parte mi trattiene dal farlo: meglio aspettare che tutto sia ben illuminato. Durante la notte ho cercato di ricordarmi tutto ciò che avevo visto prima di perdermi, piante, rami, radici, pietre. Dopo un paio di ore circa, è giorno. Lascio lo zaino per terra, e provo a girarci intorno a spirale, sperando di poter riconoscere qualche cosa, allontanandomi sempre più dallo zaino, il mio punto di riferimento, ma tenendolo sempre sotto occhio. Riconosco un albero, poi una radice. Vado a prendere lo zaino e proseguo per questa direzione, osservando tutto, per terra, in aria. Riconosco alcune pietre e poi altre radici. Dopo una ventina di minuti, passati a camminare molto lentamente, mi sembra di aver ritrovato la strada, riconosco la forma di un albero a V. Non credo di essere a più di un centinaio di metri dal mio scooter, ma voglio essere sicuro di dove sto andando, sono alla disperata ricerca delle mie orme nella cenere. Nei cartoni animati la fanno sembrare sempre una cosa così facile, ma non lo è per niente! Quando credo di averle trovate, le seguo, guardandomi ogni tanto indietro, cercando di capire se il percorso che sto facendo è quello che avevo fatto arrivandoci. Finalmente, ecco tutti i miei passi nella cenere. Li seguo fino a che non vedo un puntino blu in fondo oltre gli alberi. Il mio Honda Click. Adesso corro, cercando di non inciampare e rompermi la caviglia proprio adesso! In meno di due secondi mi faccio fuori la bottiglietta di acqua che era a metà, e poi ingoio quasi senza masticare quattro o cinque banane. Mi viene da piangere, sono commosso, ce l’ho fatta!
Metto in moto lo scooter, guardo il serbatoio, benzina ce n’è abbastanza, e poi almeno so dove sono. Torno indietro. Ritorno nella strada principale, seguo i cartelli stradali e dopo un’ora e mezza sono a Chiang Mai. Arrivo al mio ostello, alla reception Mama mi saluta e mi chiede “Dove eri ieri? Ti stavo aspettando!”
“Mi sono perso nella foresta, ho passato la notte là. Ti ho portato delle fragole”
“Ah ok, pensavo avessi passato la notte da qualche bella ragazza. Comunque mi fanno schifo le fragole”
